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Gli Angeli della Radio4·XI·1966

Firenze · 4 novembre 1966

Firenze era muta. Parlò la radio.

Quando l'Arno sommerse la città e ogni comunicazione si spense, un gruppo di radioamatori tenne Firenze collegata all'Italia e al mondo.

Gli Angeli della Radio

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01Ore 02:30 – 03:30

La notte

È la notte tra il 3 e il 4 novembre 1966. Piove da giorni. Verso le 02:30 l’Arno esce dagli argini e invade Firenze.

Alle tre, a Montughi, in via dei Cappuccini, squilla il telefono. È l’amico antiquario Pasquale Donadio, da Borgo Santi Apostoli, dietro il Lungarno Acciaiuoli: «Qui c’è acqua dappertutto!». Carlo Luigi Ciapetti, ventotto anni, radioamatore con il nominativo I1CLC, è mezzo addormentato: «E io che ci posso fare? Domani telefona all’idraulico!». Riattacca.

Pochi secondi e il telefono squilla di nuovo.

Ciapetti si veste in fretta, sale in macchina e scende verso il centro. Non va lontano: in Piazza Stazione si trova davanti a un vero e proprio lago, e deve tornare indietro.

Veduta dall'alto delle strade allagate verso il Duomo
Il centro storico sommerso, con la cupola del Brunelleschi sullo sfondo.

«Aspetta! Lasciami parlare! Guarda che non è l'acqua di casa! È l'Arno che è straripato!»

— Pasquale Donadio, al telefono con Carlo Luigi Ciapetti

02All'alba del 4 novembre

Il silenzio

Una città isolata non solo dal mondo, ma anche da sé stessa.

In poche ore Firenze non comunica più. Manca l’energia elettrica e i telefoni tacciono. I generatori di emergenza di Questura, Prefettura e comandi militari erano stati installati nelle cantine: sono sott’acqua.

Le radio di servizio non funzionano senza corrente. E anche quelle che funzionano non possono aiutarsi tra loro: Polizia, Vigili del Fuoco, esercito e Comune trasmettono su frequenze diverse. Ognuno parla da solo.

«La Misericordia non poteva parlare con gli ospedali. I Vigili del Fuoco non potevano parlare con nessuno», ricorderà Ciapetti.

E a Roma? Il 4 novembre è festa nazionale: ministeri chiusi, nessun funzionario di servizio, le telescriventi del governo spente come ogni giorno festivo. Per ore lo Stato non sa che cosa sta succedendo a Firenze.

I radioamatori, invece, si parlano tutti sulla stessa frequenza. È questa la ragione per cui, per molti giorni, saranno indispensabili.

Un'automobile semisommersa in una strada allagata
Firenze alluvionata: un'auto sommersa. — Foto: Archivio ARI Firenze

«Lo Stato ha le telescriventi spente. L'Ansa trasmette con un ponte radio militare, ma il governo continua a non sapere niente.»

— Sergio Lepri, direttore dell'ANSA

034 novembre, ore 09:00

L'Italia non sa ancora niente

È giorno di festa nazionale. Mentre Firenze è sott'acqua, altrove la mattina comincia come tutte le altre.

  1. Prato

    I1SPO

    Il giovanissimo Piero Soldi entra in frequenza: «Ciao I1CLC… cosa fate, un'esercitazione?». La risposta: «Non è un'esercitazione. C'è Firenze sotto alcuni metri d'acqua».

  2. Pistoia

    I1JFG

    Lo studente Franco Zecchini sale nel suo stanzino in soffitta e accende la vecchia radio a valvole per ascoltare il Gazzettino Toscano. Sente solo un forte ronzio.

  3. Sanremo

    I1BAY

    Attilio Sacco ascolta la nuova banda degli 80 metri. C'è solo I1LAO, da Scandicci, che si lamenta: il telefono è interrotto e sulle altre bande non sente nessuno.

  4. Firenze, Commiliter

    I1MEC

    Mauro Meco, mandato da Ciapetti in piazza San Marco per avvisare che una rete radio è già in funzione, trova un colonnello: le radio dell'esercito sono ferme, i generatori sono sott'acqua.

  5. Carbonia, Sardegna

    oggi IW0UQC

    Mario Di Stefano, diciannove anni, accende una radio a transistor prestata, sintonizzata sui 40 metri. Una voce toscana: «Qui I1CLC… La situazione è drammatica. L'Arno è straripato…». Comincia a trascrivere.

04Ore 03:40 – 14:00

CQ Firenze

La rete di emergenza primaria

Tornato a casa, sulla collina dove la corrente c’è ancora, alle 03:40 Ciapetti accende la stazione e chiama sulla banda dei 20 metri. La propagazione quella notte è eccellente: rispondono decine di stazioni, e la notizia dell’alluvione fa il giro del mondo.

Alle 04:00 collega in VHF Orlando Lazzerini, I1LAO, in portatile sulla riva della Greve insieme al sindaco di Scandicci Orazio Barbieri: anche la Greve sta straripando. Nasce così, quasi senza volerlo, la rete di emergenza primaria, e Ciapetti si inventa il ruolo di capomaglia.

All’alba lo raggiunge il sedicenne Nicola Brechler, che si mette a operare sui 2 metri. Alle 9 Ciapetti scrive sul log di stazione due parole: catena emergenza.

Da tutto il mondo arrivano centinaia di stazioni: chiedono notizie di parenti e amici, e della sorte di Firenze e delle sue opere d’arte. Poi, a poco a poco, cominciano ad arrivare i messaggi delle istituzioni.

Nel primo pomeriggio la rete passa a Luciano Orsettigh, I1ORS, nella sua villa sulla collina di Bellosguardo, in ottima posizione verso il Nord. In casa sua confluiscono molti radioamatori: si attivano gli 80 e i 40 metri e perfino la telescrivente. Alle 20 la rete copre un’area che va da Pisa a Modena fino alla provincia di Viterbo.

Pagina del registro di stazione di I1CLC con l'annotazione Catena emergenza del 4 novembre 1966
Il log di I1CLC: alle 09:00 del 4 novembre la riga «Catena emergenza». La riga successiva è del 13 novembre. — Foto: Archivio I5CLC

«A poco a poco si addensarono disciplinatamente su questa frequenza centinaia di radioamatori, specie nord e sud americani.»

— I5CLC Carlo Luigi Ciapetti
Carlo Luigi Ciapetti, I1CLC, al microfono della sua stazione
I1CLC Carlo Luigi Ciapetti alla sua stazione. — Foto: Archivio I5CLC
Luciano Orsettigh, I1ORS, alla sua stazione
I1ORS Luciano Orsettigh, capomaglia della rete di emergenza primaria. — Foto: Archivio I5CLC

05Dalle 14:00 del 4 novembre

La rete della città

La rete di emergenza locale: radioamatori in ogni sede dei soccorsi.

Alle 14:00 arriva a casa di Ciapetti il dottor Vincenzo Scola, della Squadra Mobile. La Questura ha bisogno di una rete che colleghi le autorità e i centri di soccorso, ormai isolati.

Ciapetti sale sulla jeep. Dalla Questura di via Zara, dove il telefono funziona ancora, chiama tutti i radioamatori che possono aiutare. Jeep, cingolati e i mezzi anfibi fatti arrivare da Livorno vanno a prenderli a casa con i loro apparati e li portano nelle sedi delle istituzioni. Il problema più difficile sono le antenne: vanno montate sui tetti, il più in alto possibile, spesso di notte.

Alle 23:00 la rete locale è attiva. In ogni sede ci sono due o più radioamatori: raccolgono i messaggi e li fanno arrivare a destinazione.

Schema di Firenze con le sedi della rete di emergenza del novembre 1966ARNO1234567891011121314
Stazione privata Postazione della rete locale Luogo della memoriaSchema indicativo, non in scala esatta.
  1. 1

    Casa di I1CLC

    Via dei Cappuccini, Montughi

    I1CLC · Nicola Brechler

    In collina la corrente non manca: da qui, alle 03:40, parte la prima chiamata.

  2. 2

    Villa Strozzi — I1ORS

    Collina di Bellosguardo

    I1ORS

    Dal pomeriggio del 4 novembre è il centro della rete primaria, in ottima posizione verso il Nord.

  3. 3

    Questura

    Via Zara

    I1CLC · I1AVB · I1LCD · I1ZJU · I1ZIE · Roberto Ruisi

    Il centro di coordinamento: qui il telefono funziona ancora e da qui partono jeep e anfibi a prendere i radioamatori.

  4. 4

    Prefettura

    Via Cavour

    Pierluigi Filetti · Mario Filetti

    Qui operava anche la stazione radio del Ministero, alimentata da gruppi elettrogeni.

  5. 5

    Commiliter

    Piazza San Marco

    I1MEC

    Le radio dell'esercito sono ferme: i generatori sono nel sottosuolo, sott'acqua.

  6. 6

    Misericordia

    Piazza del Duomo

    I1RDN · I1PLS

    L'antenna è montata all'interno, puntata verso Campo di Marte.

  7. 7

    RAI — Palazzo delle Cento Finestre

    Piazza Santa Maria Maggiore

    I1CAO · I1TDJ · Dante Calviani · Roberto Ruisi · Pierluigi Filetti

    Si dorme nell'abbaino; l'antenna si monta di notte, sul tetto. Da Bologna arrivano panini e lasagne.

  8. 8

    Comune — Palazzo Vecchio

    Piazza della Signoria

    I1ZIE

  9. 9

    Vigili del Fuoco

    Via La Farina

    I1ROD · I1MEC · I1CNG · I1TFF · I1CLC

    «Unico posto scoperto di collegamenti»: qui si opera a turno fino alla fine dell'emergenza.

  10. 10

    Campo di Marte — Stadio Comunale

    Viale Manfredo Fanti

    I1ZIZ · Nicola Brechler · I1CNG · Roberto Ruisi · Dante Calviani

    Centro di raccolta degli aiuti e campo elicotteri. La postazione è sulla torre di Maratona, con l'antenna puntata verso il centro. È una delle postazioni rimaste attive più a lungo, fino a fine novembre e oltre.

  11. 11

    Piazza Stazione

    Alle 03:30 è già un lago: Ciapetti, e poi il giovane Calviani, devono tornare indietro.

  12. 12

    Borgo Santi Apostoli

    Da qui l'antiquario Pasquale Donadio telefona a Ciapetti alle 3 di notte.

  13. 13

    Ospedale di Santa Maria Nuova

    Servono batterie per i pacemaker: un anfibio tenta di raggiungerlo da via Cavour.

  14. 14

    Piazza Santa Croce

    Di notte, sommersa nel fango e illuminata dalle fotoelettriche dell'esercito, con la statua di Dante nel mezzo.

064 – 7 novembre

L'Italia in ascolto

Le maglie regionali e nazionali che portavano i messaggi da Firenze al resto del Paese.

Le VHF della città hanno un raggio di poche decine di chilometri: non bastano per raggiungere la rete nazionale. A fare da ponte è Pistoia. Dal pomeriggio, a casa di Gianfranco Giannini, I1PKP, un’antenna filare improvvisata sul terrazzo apre i 40 metri. Il diciottenne Franco Zecchini, I1JFG, resta al microfono per 48 ore.

Intanto si formano due maglie. Una regionale, con Lucca, Pistoia, Prato e Perugia, guidata da I1KFB a Genova e da I1BAY a Sanremo. Una nazionale, tenuta da I1LAG a Milano sui 3660 kHz, per i bisogni, i dispersi e i telegrammi. I messaggi vanno verso Roma (organizzazione), Bologna (cibi pronti), Modena (approvvigionamenti) e Milano (logistica).

È la prima volta che i radioamatori italiani affrontano un’operazione di questa portata. Nessuno ha esperienza; tutto si inventa sul momento.

Schema disegnato a mano della maglia radio di Pistoia con i collegamenti verso le altre stazioni
Lo schema della maglia di Pistoia e dei suoi collegamenti.
Schema delle stazioni radioamatoriali collegate a Firenze nel novembre 1966FirenzePistoiaPratoLuccaPisaLivornoPerugiaBolognaModenaMilanoGenovaSanremoRomaFiera di Primiero
FirenzeMaglia regionaleMaglia nazionaleColonna mobileSchema indicativo. I nominativi sono quelli citati nelle testimonianze.
  • Firenze

    I1CLC · I1ORS · I1LAO

    Rete primaria e rete locale di emergenza; I1LAO da Scandicci, sulla Greve.

  • Pistoia

    I1PKP · I1JFG · I1WCJ · I1LCC · I1KLB

    Il ponte tra le VHF di Firenze e la rete nazionale sui 40 metri.

  • Prato

    I1SPO · I1BAZ

  • Lucca

    I1TEO · I1KG

  • Pisa

    I1ROL · I1FHN

  • Livorno

    I1CZE

  • Perugia

    I1WN

  • Bologna

    I1ZSQ

    Cibi pronti — e i gruppi elettrogeni per le incubatrici.

  • Modena

    I1RO

    Approvvigionamenti.

  • Milano

    I1LAG · I1CWX · I1SCK

    Capomaglia nazionale; logistica e telegrammi.

  • Genova

    I1KFB

  • Sanremo

    I1BAY · I1COB · I1WBH

    CER Imperia: capomaglia della maglia regionale.

  • Roma

    I1SVS

    Organizzazione.

  • Fiera di Primiero

    I1BAY · I1COB · I1WBH

    Dal 7 novembre la colonna mobile partita da Sanremo, per l'alluvione nel Trentino.

07Sulla rete

I messaggi

Latte per i neonati, plasma, batterie, pane, coperte: le richieste di una città rimasta senza voce.

Mauro Meco lo ricorda così: «Quando chiedi latte per neonati, batterie per gli ospedali, il pane e tante altre cose, per una città come Firenze si stenta a crederlo». All’inizio, dall’altra parte, qualcuno non ci credeva.

A Pistoia si scriveva ogni messaggio su foglietti di quaderno, spesso dimenticandosi di segnare l’ora. In poche ore se ne contarono oltre duecento, solo di richieste urgenti di medicinali e viveri. Si cercavano anche le persone: parenti lontani, da ogni parte del mondo, chiedevano notizie. Quando non c’era altro modo, qualcuno portava il messaggio di persona, a piedi, in auto o in bicicletta.

  • RadiogrammaN. 001
    Da
    Sindaco di Fucecchio
    A
    Rete di emergenza, via Pistoia
    Data
    4–5 novembre 1966

    «Un morto sui tetti, freddo intenso, pericolo di assideramento, nessun mezzo di soccorso ancora arrivato. Aiuto.»

    Testo originale — Appunto conservato da I1JFG Franco Zecchini (la Repubblica, 3 novembre 1996)

  • RadiogrammaN. 002
    Da
    Prefettura di Firenze
    A
    Rete nazionale
    Data
    5 novembre 1966, ore 17:15

    «Inviare plasma sanguigno via autostrada Modena-Bologna. Servono 20 flaconi […] trovare vettura presso casello autostradale.»

    Testo originale — Appunto conservato da I1JFG Franco Zecchini (la Repubblica, 3 novembre 1996)

  • RadiogrammaN. 003
    Da
    Ospedale pediatrico Meyer
    A
    Rete di emergenza
    Data
    4 novembre 1966

    Mancano il latte e le incubatrici per i neonati.

    Sintesi — I1JFG Franco Zecchini — la prima richiesta ricevuta a Pistoia

  • RadiogrammaN. 004
    Da
    Firenze
    A
    I1BAY, capomaglia
    Data
    4 novembre 1966

    Urgono gruppi elettrogeni per l'ospedale, per i bambini nelle incubatrici. — Trovati, a Bologna.

    Sintesi — I1BAY Attilio Sacco

  • RadiogrammaN. 005
    Da
    Ospedale di Santa Maria Nuova
    A
    Rete locale
    Data
    4 novembre 1966

    Servono batterie per i pacemaker.

    Sintesi — I1MEC Mauro Meco e IK5ASN Dante Calviani

  • RadiogrammaN. 006
    Da
    I1CLC, Firenze
    A
    Tutti i radioamatori in ascolto
    Data
    4 novembre 1966, ore 9:30 circa, 40 metri

    Qui I1CLC. La situazione è drammatica. L'Arno è straripato e ha allagato Ponte Vecchio, Piazza Cavalleggeri, la Biblioteca Nazionale, il rione Santa Croce, Piazza Duomo. Si chiede a tutti i radioamatori in ascolto di mettersi a disposizione.

    Sintesi — Ricostruito a memoria da IW0UQC Mario Di Stefano, in ascolto a Carbonia

  • RadiogrammaN. 007
    Da
    Ospedale di Firenze
    A
    Parenti a Sassari
    Data
    novembre 1966

    La signora Anna B., ricoverata per trauma cranico: rintracciare i parenti a Sassari e informarli delle sue condizioni.

    Sintesi — IW0UQC Mario Di Stefano, che trascrisse il messaggio

  • RadiogrammaN. 008
    Da
    Comando militare
    A
    I1CLC
    Data
    4 novembre 1966, ore 10:00

    Contattare Livorno per l'invio di mezzi anfibi.

    Sintesi — I5CLC, convegno di Arezzo 2013

  • RadiogrammaN. 009
    Da
    Autorità, Bologna
    A
    I1LAG, maglia nazionale
    Data
    7 novembre 1966, ore 14:05

    Occorrono stazioni mobili, da concentrarsi domani alle 12 all'Arena di Verona, per l'alluvione nel Bellunese e nel Trentino.

    Sintesi — I1BAY Attilio Sacco

Registrazione originale · 1:04

Un appello radio del novembre 1966

Registrazione originale conservata da I1TEO Matteo Tedeschi, impegnato nella rete locale di Lucca.

0:00

08Dal mattino del 4 novembre

Le 66 ore

Si dorme su una sedia, su una branda, con una coperta per terra. Si mangia quello che capita: «fame, fame, fame», ricorda Ciapetti, ma anche le lasagne che arrivano dalla RAI di Bologna. Meco e Rosi, ai Vigili del Fuoco, sono in piedi da oltre 48 ore quando decidono di fare i turni.

Per sessantasei ore i radioamatori furono il solo mezzo di comunicazione di Firenze.

  1. 4 – 7 novembre

    Le 66 ore

    La rete radioamatoriale è l'unico collegamento. A Pistoia ci si ferma solo quando il Prefetto ordina di smettere: i contatti normali sono ristabiliti.

  2. 10 novembre

    Si smonta

    Riprendono le comunicazioni ufficiali e Ciapetti smonta le postazioni principali.

  3. 13 novembre

    Le istituzioni ripartono

    Tornati telefoni ed elettricità, le istituzioni maggiori riprendono il lavoro.

  4. fino al 29 novembre

    Gli ultimi

    Le sedi più danneggiate vengono seguite fino a fine mese. Qualcuno resta in Questura per quasi due settimane; i più giovani servono il Comune dalle 8 alle 20.

«Così, per 66 ore fummo la voce di Firenze.»

— I5CLC Carlo Luigi Ciapetti

09Novembre 1966 e dopo

I giorni

4 novembre 1966

  1. 02:30

    L'Arno esce dagli argini

    L'acqua invade Firenze. In poco tempo la città resta senza energia elettrica.

  2. 03:00

    Il telefono squilla a Montughi

    L'antiquario Pasquale Donadio chiama Carlo Luigi Ciapetti da Borgo Santi Apostoli: «È l'Arno che è straripato!».

    I5CLC, racconto del 2006

  3. 03:30

    Un lago in Piazza Stazione

    Ciapetti scende in auto verso il centro, ma in Piazza Stazione deve tornare indietro.

  4. 03:40

    I1CLC accende la radio

    Dalla collina, dove la corrente c'è ancora, chiama in onde corte e dà al mondo la notizia dell'alluvione.

  5. 04:00

    Collegamento con I1LAO sulla Greve

    Orlando Lazzerini, in portatile con il sindaco di Scandicci, segnala che anche la Greve sta straripando. Nasce la rete di emergenza primaria.

  6. 04:00

    Buio in Oltrarno

    Manca l'elettricità; i generatori delle centrali telefoniche restano presto senza carburante o finiscono sott'acqua.

  7. 06:00

    Arriva Nicola Brechler

    Il sedicenne SWL raggiunge Ciapetti e si mette a operare sui 2 metri.

  8. 09:00

    «Catena emergenza» sul log

    Ciapetti registra ufficialmente la rete sul registro di stazione. Altrove l'Italia non sa ancora nulla.

    Log di stazione di I1CLC

  9. 09:30

    La voce arriva in Sardegna

    A Carbonia uno studente ascolta I1CLC che chiama sui 40 metri e chiede a tutti i radioamatori in ascolto di mettersi a disposizione.

    IW0UQC Mario Di Stefano

  10. 10:00

    Una jeep militare

    Saputo della catena di emergenza, i militari chiedono di contattare Livorno per l'invio di mezzi anfibi.

  11. 10:30

    La rete si allarga

    I1BAY da Sanremo ascolta su 144 MHz I1LAO che rilancia l'appello di I1CLC. Si aggiungono Milano, Genova, Bologna, Modena, Roma e le stazioni toscane.

  12. 14:00

    L'incarico della Questura

    Il dott. Vincenzo Scola chiede a Ciapetti di organizzare una rete radio fra le sedi dei soccorsi. La rete primaria passa a I1ORS Luciano Orsettigh.

  13. 16:00

    Telegrammi via radio

    A I1LAG, capomaglia a Milano, viene chiesto di inoltrare telegrammi per le zone colpite. Su 3660 kHz nasce una seconda maglia nazionale.

  14. 17:00

    Pistoia è operativa

    I radioamatori pistoiesi fanno da ponte tra le VHF di Firenze e la rete nazionale sui 40 metri: inoltreranno oltre 200 messaggi.

    Relazione di I1PKP, 16 novembre 1966

  15. 23:00

    La rete locale è attiva

    Le postazioni nelle sedi delle istituzioni gestiscono i messaggi verso Roma, Bologna, Modena e Milano.

5 novembre 1966

  1. 05:00

    Il cortile di via Zara

    Una giovane poliziotta trova la Questura piena di gente e il dott. Scola che istruisce i radioamatori nel suo ufficio.

    Testimonianza di Maria Augusta Bertaccini

  2. 17:15

    Venti flaconi di plasma

    La Prefettura di Firenze chiede via radio plasma sanguigno dall'autostrada Modena–Bologna.

6 novembre 1966

  1. Di là d'Arno

    Mauro Meco attraversa il ponte San Niccolò per dare il cambio a Mario Rosi, sveglio dal mattino del 4. Nel pomeriggio la stazione si trasferisce ai Vigili del Fuoco di via La Farina.

7 novembre 1966

  1. 14:05

    Stazioni mobili per il Trentino

    Da Bologna le autorità chiedono stazioni mobili per l'alluvione nel Bellunese e nel Trentino. Dodici minuti di silenzio, poi da Sanremo partono I1BAY, I1COB e I1WBH.

  2. Le 66 ore

    Dopo 66 ore di lavoro continuo, il Prefetto di Firenze ordina di smettere: i contatti normali sono ristabiliti.

10 novembre 1966

  1. Una camionetta per restituire gli apparati

    Su carta della Squadra Mobile, I1CLC chiede un mezzo per riportare a casa gli apparati delle stazioni della rete di emergenza della Questura.

    Documento dell'archivio I5CLC

  2. Si smontano le postazioni principali

    Riprendono le comunicazioni ufficiali e Ciapetti smonta le postazioni. Alcune restano attive molto più a lungo, come quella dello Stadio Comunale in viale Manfredo Fanti.

    I5CLC

11 novembre 1966

  1. Tace la maglia dei 14 MHz

    La sera dell'11 la maglia principale, attiva ininterrottamente su 14,140 MHz dal mattino del 4, cessa ogni attività.

    I1TDJ Piero Moroni

13 novembre 1966

  1. Le istituzioni ripartono

    Tornati telefoni ed elettricità, le istituzioni maggiori riprendono il lavoro. Quelle con dotazioni peggiori, come lo Stadio Comunale, vengono seguite fino a fine novembre e oltre.

15 novembre 1966

  1. I nominativi in anticipo

    I giovani che operavano con il nominativo di altri ricevono la licenza: in tempi normali servivano 10–12 mesi. Rientra a Sanremo la colonna mobile, dopo 1860 km.

16 novembre 1966

  1. La relazione di Pistoia

    Gianfranco Giannini, I1PKP, scrive all'ARI di Milano il resoconto dell'attività della sezione di Pistoia.

26 novembre 1966

  1. Il CER chiude l'intervento

    Il Corpo Emergenza Radioamatori cessa ogni attività per questa emergenza.

29 novembre 1966

  1. Fine della presenza nelle sedi istituzionali

    A Firenze termina il servizio dei radioamatori presso le istituzioni.

Fine 1966

  1. Nasce il «599»

    Il bollettino della Sezione ARI di Firenze, con l'articolo tecnico di I1TDJ Piero Moroni sull'intervento.

1973

  1. Teletoscana

    Dall'amicizia nata il 4 novembre tra I1CLC e I1AVB nasce a Firenze la prima televisione privata via etere d'Italia.

1996

  1. Trent'anni dopo

    la Repubblica intervista Franco Zecchini; Zecchini e Giannini sono ospiti di Tele 37.

2006

  1. Gli «Angeli della radio»

    Grazie all'impegno di Paolo Badii e di I5CLC, nel 40° anniversario la Regione Toscana ricorda i radioamatori tra gli angeli del fango.

25 novembre 2016

  1. Gli Angeli della Radio, 50 anni dopo

    Serata commemorativa nella chiesa di San Felice a Ema, a cura di IW5EDI Simone Mannini, con foto e testi di I5CLC. Nello stesso mese Ciapetti è a Porta a Porta e Calviani a Uno Mattina.

25 ottobre 2026

  1. Sessant'anni

    TG2 Dossier apre la puntata con i radioamatori dell'alluvione, intervistando Pierluigi Filetti e Dante Calviani.

11Storie di quei giorni

Gli episodi

Piccole storie che dicono molto.

  1. 01

    La Fiat Osca 1600 Coupé di Valerio Anglani

    La radio proibita

    I1AVB Valerio Anglani

    Nel 1966 trasmettere da un’automobile era vietato, e Valerio Anglani era stato denunciato proprio per questo: la polizia lo aveva sorpreso a trasmettere dalla sua Fiat Osca 1600 Coupé.

    Il 4 novembre fu la stessa polizia ad andarlo a prendere. Con il suo ricetrasmettitore da 1 watt, l’antenna Halo sul tetto e una macchina della Questura, girò la città per giorni a dirigere i soccorsi più urgenti, raggiungendo zone che le radio della Polizia non riuscivano a collegare. Per l’emergenza si fece un’eccezione alla regola, e la denuncia fu ritirata.

    Fonte: I5MEC; I5CLC; Gli Angeli della Radio, 2016

  2. 02

    Il piccione viaggiatore

    I1LCD Giampiero Faccini

    Giampiero Faccini faceva il corniciaio e aveva una gamba rotta. Quando Mauro Meco andò a prenderlo in via Reginaldo Giuliani, partì subito, portandosi dietro il suo generatore.

    Restò in Questura per tutto il tempo dell’emergenza. I telefoni erano muti e lui non poteva certo tornare a casa ad avvisare. Ma Faccini era anche un appassionato ornitologo, e allevava piccioni viaggiatori: alla moglie mandò un piccione, con il messaggio che non sarebbe rientrato.

    Fu l’unico di tutti loro a essere nominato Cavaliere.

    Fonte: I5CLC; ricordi raccolti dalla Sezione ARI di Firenze

  3. 03

    «Sorry, I will move»

    I1MEC Mauro Meco

    La terza notte, ai Vigili del Fuoco. Mario Rosi dorme, Mauro Meco è in ascolto sulla frequenza dell’emergenza. Una stazione debolissima chiama e richiama. Meco le chiede gentilmente di spostarsi: «Emergency for flooded Florence, please move». Quella risponde scusandosi: «Sorry, I will move», e scompare.

    Al risveglio Rosi chiede se ci sono stati messaggi. «No, solo un disturbatore: un certo VK0AB». Era una stazione rarissima da un’isola sperduta, un collegamento che a Firenze mancava a tutti. Meco se lo sentì ricordare per molto tempo.

    Fonte: I5MEC; Gli Angeli della Radio, 2016

  4. 04

    «Imparerai!»

    IK5ASN Dante Calviani

    Dante Calviani ha diciassette anni: lui e l’amico Roberto Ruisi montano le antenne sui tetti — «a quell’età eravamo come scoiattoli» — e fanno la spola tra le postazioni.

    Qualcuno gli mette in mano una Vespa 125. «Non l’ho mai guidata!». «Imparerai!». Sulle strade coperte di fango viscido non fu facile, ma ce la fece lo stesso.

    Fonte: IK5ASN

  5. 05

    Il medico col gommone

    I1ZCN Garimeta Gentile

    Garimeta Gentile era radioamatore e medico. In quei giorni andava con un gommone a curare le persone rimaste bloccate o a portarle in salvo. Per questo ricevette una medaglia dall’Ordine dei Medici.

    Fonte: I5CLC

  6. 06

    Il microfono sull'acqua

    La RAI di piazza Santa Maria Maggiore

    Alla RAI, nel Palazzo delle Cento Finestre, c’era la squadra di I1CAO Avaldino Innocenti, tecnico della RAI. Un giornalista calò un microfono a pelo d’acqua e fece sentire il rumore del fiume nelle strade. Fu anche così che il mondo cominciò a capire cosa stava succedendo a Firenze.

    Fonte: I5MEC

  7. 07

    Dodici minuti di silenzio

    I1BAY Attilio Sacco

    Lunedì 7 novembre, ore 14:05. Da Bologna le autorità chiedono alla maglia nazionale stazioni mobili per il Bellunese e il Trentino, anch’essi alluvionati. In Italia i radioamatori non avevano mai avuto il permesso di operare in mobile.

    Sulla maglia cala il silenzio: dura dodici minuti. Poi da Sanremo, verificati uomini e mezzi, arriva la risposta. Alle 22 partono I1BAY, I1COB e I1WBH con il figlio, verso Fiera di Primiero. Torneranno a Sanremo la notte del 15, dopo 1860 chilometri, senza contare quelli fatti a piedi con gli apparati sulle spalle.

    Fonte: I1BAY

  8. 08

    Al buio, la marmitta

    I1MEC Mauro Meco

    Il generatore di Faccini era rimasto acceso tutto il giorno a casa di Ciapetti. La sera, quando la squadra si trasferì in Questura, Meco lo prese al buio dalla parte sbagliata: dalla marmitta. Si bruciò una mano.

    Fonte: I5MEC

  9. 09

    Le batterie per Santa Maria Nuova

    I ragazzi della rete e I1BND

    All’ospedale di Santa Maria Nuova servono batterie per i pacemaker. I ragazzi del gruppo ne raccolgono quante possono e le portano in Questura. Si parte su un mezzo anfibio, ma in via Cavour, all’altezza di via dei Pucci, la corrente è troppo forte e il conducente deve tornare indietro.

    Mauro Meco ricorda che fu Roberto Cappadona, I1BND, a portare una batteria per il pacemaker, insieme ad altre cose, con un anfibio dei Vigili del Fuoco. Forse furono più tentativi: le due memorie si completano.

    Fonte: IK5ASN; I5MEC

  10. 10

    Santa Croce, di notte

    I1CLC Carlo Luigi Ciapetti

    Tra i ricordi incancellabili di Ciapetti c’è lo scenario notturno di Piazza Santa Croce sommersa nel fango, illuminata a giorno dalle fotoelettriche dell’esercito, con la statua di Dante nel mezzo, «quasi a sottolinearne la dimensione infernale».

    Fonte: I5CLC

  11. 11

    La signora Anna B.

    IW0UQC Mario Di Stefano, allora SWL

    A Carbonia, in Sardegna, un ragazzo di diciannove anni ascolta la rete con una radio a transistor prestata e trascrive i messaggi. Uno riguarda una signora ricoverata a Firenze per un trauma cranico: bisogna avvisare i parenti a Sassari.

    Lui copia il messaggio e lo porta a un agente di Pubblica Sicurezza. Non saprà mai come è andata a finire. «Mi piace pensare che i suoi cari l’abbiano potuta riabbracciare».

    Fonte: IW0UQC

  12. 12

    Le batterie scaldate

    Osvaldo, da Pontedera

    Lungo l’Arno, a Pontedera, Osvaldo era in contatto con Pistoia con un trasmettitore a batteria. Quando le batterie stavano per esaurirsi, arrivò a scaldarle per tirarne fuori ancora un po’ di energia e non perdere il collegamento.

    Fonte: I5JFG

  13. 13

    Il lasciapassare

    I1JFG Franco Zecchini

    Cinque giorni dopo, Franco Zecchini va a Firenze con alcuni compagni di scuola, per avere notizie del loro professore di disegno. Passando dalla Questura riceve l’abbraccio dei radioamatori fiorentini con cui era stato in contatto per giorni.

    Il Questore in persona, saputo della sua presenza, interrompe una riunione per ringraziarlo e gli rilascia un lasciapassare come appartenente alla Polizia, per attraversare le strade presidiate dall’esercito.

    Fonte: I5JFG

12Le istituzioni ricordano

Dicono di loro

La voce di chi lavorò al loro fianco.

La Polizia lo spiega con chiarezza: i collegamenti fra Questura, Vigili del Fuoco, Commiliter, Vigili Urbani, Comune e RAI passavano per la rete telefonica, e le radio degli enti statali usavano frequenze diverse. Le stazioni dei radioamatori, invece, «dialogavano tutte su un’unica frequenza».

Il questore Savastano scrisse al presidente dell’ARI, Roberto Sesia, una lettera di elogio per l’encomiabile collaborazione prestata dai radioamatori.

  • «In quei giorni, con i collegamenti radio fuori uso, quei giovani, orgogliosi della responsabilità che gli era stata affidata, furono una grande risorsa.»
    Pietro RanaldoPolizia di Stato, Zona TelecomunicazioniS. e D. Tinti, La Polizia di Firenze nell'alluvione del '66, Edizioni dell'Assemblea
  • «…ai radioamatori, che con i loro baracchini permisero di dare voce alla Prefettura.»
    Alfonso TomasiPolizia di StatoS. e D. Tinti, La Polizia di Firenze nell'alluvione del '66, Edizioni dell'Assemblea
  • «C'erano auto della Misericordia, alcuni motociclisti della Stradale, funzionari e militari in fibrillazione e il dottor Scola della Squadra Mobile che istruiva i radioamatori convocati nel suo ufficio.»
    Maria Augusta BertacciniPolizia Femminile, Questura di via ZaraS. e D. Tinti, La Polizia di Firenze nell'alluvione del '66, Edizioni dell'Assemblea
  • «Furono i radioamatori a far conoscere per primi, in Italia e nel mondo, quello che accadeva a Firenze. Furono la voce di Firenze e della Toscana isolata e ferita.»
    Paolo Badiiautore di «I radioamatori, gli angeli con la radio»Quello che i radioamatori hanno fatto
  • «Angelo delle onde corte.»
    Erasmo D'Angelisa proposito di Carlo Luigi CiapettiAngeli del fango

1373

Le persone

I nomi e i nominativi di chi c'era, e di chi li aiutò.

Questo elenco non è completo e non potrà mai esserlo: molti nomi si sono persi. Se riconosci qualcuno in una foto o conosci un nome che manca, scrivici.

Firenze 28

  • I1CLC

    oggi I5CLC

    Carlo Luigi Ciapetti

    Fonda la rete primaria alle 4 del mattino, poi organizza la rete locale dalla Questura.

  • I1ORS

    Luciano Orsettigh

    Capomaglia della rete primaria da Villa Strozzi; presidente della Sezione ARI di Firenze.

  • I1LAO

    Orlando Lazzerini

    Ascensorista e inventore: in portatile sulla Greve con il sindaco di Scandicci.

  • SWL I1-12573

    Nicola Brechler

    Sedicenne, all'alba opera sui 2 metri a casa di Ciapetti; poi allo Stadio.

  • I1ROD

    Mario Rosi

    Elettricista; unica stazione di là d'Arno, poi ai Vigili del Fuoco.

  • I1MEC

    oggi I5MEC

    Mauro Meco

    Tecnico ad Arcetri; Commiliter e Vigili del Fuoco, poi capomaglia della rete del Comune.

  • I1AVB

    Valerio Anglani

    Tecnico SIP; in mobile sui 144 MHz con la sua Fiat Osca. Poi cofondatore di Teletoscana.

  • I1LCD

    Giampiero Faccini

    Corniciaio e ornitologo, con una gamba rotta e un generatore; in Questura per tutta l'emergenza. Cavaliere.

  • I1CAO

    Avaldino Innocenti

    Tecnico della RAI, sostegno tecnico prezioso.

  • I1TDJ

    Piero Moroni

    Alla RAI; autore dell'articolo tecnico «I radioamatori fiorentini e il servizio di emergenza».

  • I1TFF

    Giorgio Camprincoli

    Insegnante all'Istituto Tecnico Leonardo da Vinci; postazione dei Vigili del Fuoco.

  • I1HM

    Mario Cipriani

    Imprenditore.

  • I1ZIE

    Giuliano Pietri

    Dirigente ISPESL; postazione del Comune, poi in Questura.

  • I1ZIZ

    Umberto Rava

    Elettricista; squadra del Campo di Marte.

  • I1CNG

    Giacomo Conti

    Tecnico ENEL; fotografa le squadre al lavoro.

  • I1RDN

    Renzo Doni

    Postazione della Misericordia.

  • I1PLS

    Sergio Paloschi

    Misericordia; poi permessi di circolazione e buoni mensa del Comune.

  • I1SXN

    Angiolo Chiti

    Progettista alla OTE.

  • I1ZCN

    Garimeta Gentile

    Medico: soccorre la gente col gommone. Medaglia dell'Ordine dei Medici.

  • I1BND

    oggi I5KRD

    Roberto Cappadona

    Tecnico al Centro Microonde; porta batterie e aiuti con un anfibio dei Vigili del Fuoco.

  • I1ZJU

    Sandro Saccardi

    Gioielliere del Ponte Vecchio, con la casa di Gavinana sott'acqua.

  • I1CQD

    Giorgio Poggiali

    Pellicciaio di via Cerretani, con il negozio distrutto.

  • I1UB

    Mario Passeri

    Editore di carte da gioco in via Palazzuolo.

  • I1UA

    Renato Alamanni

    Medico e celebre DXer di via Masaccio: dà il cambio a Meco e Rosi ai Vigili del Fuoco.

  • I1RUI

    Roberto Ruisi

    Giovanissimo: postazione RAI, antenne sui tetti e spola tra le postazioni.

  • IK5ASN

    Dante Calviani

    Diciassettenne: antenne sul tetto della RAI, cavi e una Vespa mai guidata prima.

  • I1FIP

    oggi I5FIP

    Pierluigi Filetti

    Postazione della Prefettura; sul tetto della RAI a montare le antenne. Intervistato da TG2 Dossier nel 2026.

  • I1FIL

    oggi IK5BFB

    Mario Filetti

    Postazione della Prefettura.

Toscana 17

  • I1PKP

    Gianfranco Giannini

    Pistoia: la stazione di riferimento, con l'antenna filare per i 40 metri.

  • I1JFG

    oggi I5JFG

    Franco Zecchini

    Pistoia: diciottenne, 48 ore al microfono verso la rete nazionale.

  • I1WCJ

    Giovanni Cappellini

    Pistoia: il primo a sentire la richiesta di aiuto dei fiorentini.

  • I1LCC

    Ilio Lottini

    Pistoia: contatti con la periferia di Firenze lungo l'Arno.

  • I1KLB

    Massimo Farneti

    Pistoia.

  • —

    Stefano Biagini

    Pistoia: VHF in contatto con Firenze.

  • —

    Arnolfo Lanzi

    Pistoia: VHF in contatto con Firenze.

  • —

    Antonio Innocenti

    Pistoia: VHF in contatto con Firenze.

  • I1SPO

    oggi I5SPO

    Piero Soldi

    Prato: «Cosa fate, un'esercitazione?»

  • I1BAZ

    Prato.

  • I1TEO

    Matteo Tedeschi

    Lucca: la rete locale e la registrazione di un appello radio.

  • I1KG

    Lucca.

  • I1ROL

    Pisa: guida una rete in HF per la provincia.

  • I1FHN

    Pisa.

  • I1CZE

    Livorno.

  • I1WN

    Perugia.

  • —

    Osvaldo

    Pontedera: scaldava le batterie del trasmettitore per non perdere il contatto.

Italia 11

  • I1BAY

    Attilio Sacco

    Sanremo, CER Imperia: capomaglia; poi con la colonna mobile in Trentino.

  • I1COB

    Sanremo: colonna mobile per il Trentino.

  • I1WBH

    Sanremo: colonna mobile per il Trentino, con il figlio.

  • I1LAG

    oggi I2LAG

    Lanzoni

    Milano: capomaglia della rete nazionale.

  • I1CWX

    Seconda maglia nazionale.

  • I1SCK

    Seconda maglia nazionale.

  • I1KFB

    Genova: guida la maglia regionale con I1BAY.

  • I1ZSQ

    Bologna.

  • I1RO

    Modena.

  • I1SVS

    Roma.

  • IW0UQC

    Mario Di Stefano

    Carbonia: nel 1966 diciannovenne in ascolto, trascrive i messaggi della rete.

Al loro fianco 11

  • —

    Vincenzo «Enzo» Scola

    Squadra Mobile della Questura: chiede a Ciapetti di organizzare la rete locale.

  • —

    Ademo Fabbri

    Maresciallo della Questura.

  • —

    Irige Brizi

    Guardia della sala operativa della Questura.

  • —

    Pasquale Donadio

    Antiquario di Borgo Santi Apostoli: la telefonata delle 3 di notte.

  • —

    Orazio Barbieri

    Sindaco di Scandicci, sulla Greve con I1LAO.

  • —

    Ferrero Paoletti

    Il negozio dei radioamatori in via Il Prato, sott'acqua; con i figli Gerardo e Tiziano.

  • —

    Carla Giannini

    Moglie di I1PKP: a Pistoia «ci faceva da vivandiera».

  • —

    Lilia Bertelli

    Volontaria.

  • —

    Grazia Cotoneschi

    Volontaria.

  • —

    Marco Berardinelli

    Volontario.

  • —

    Alessandro Grossi

    Volontario, con le autorizzazioni della Questura.

14Valvole, transistor e fili sui tetti

Gli apparati

Non esistevano i ricetrasmettitori moderni. Le stazioni erano fatte di apparecchi a valvole, spesso autocostruiti, e di antenne tagliate e montate sul posto. Eppure si riuscì a mettere in piedi una rete in onde corte e cortissime, all’altezza delle necessità e indipendente da tutti.

In quei giorni dimostrarono tutto il loro valore le VHF, le frequenze più alte allora a disposizione dei radioamatori.

La stazione radio di Ciapetti esposta al museo
La stazione usata da I1CLC nel 1966, oggi al Museo dei Mezzi di Comunicazione di Arezzo. — Foto: Archivio I5CLC
  • La stazione di I1CLC

    Geloso G225

    Il trasmettitore con cui Ciapetti operò per tutta l'emergenza. Oggi è esposto al Museo dei Mezzi di Comunicazione di Arezzo.

  • Il tetto di un'automobile con un'antenna circolare Halo

    La Fiat Osca di I1AVB

    Meno di 1 watt sui 144 MHz

    Un ricetrasmettitore autocostruito — 1 watt secondo Ciapetti, appena 0,2 secondo la relazione tecnica di I1TDJ — e un'antenna Halo, un dipolo piegato a cerchio, sul tetto: Valerio Anglani raggiungeva la Questura anche dalle zone più basse e chiuse della città.

  • I1LAO sulla Greve

    Il portatile a transistor

    Orlando Lazzerini usava un ricetrasmettitore a transistor costruito da sé, quando l'elettronica industriale aveva appena cominciato a usarli.

  • Carlo Ciapetti in piedi accanto agli apparati, presso i Vigili del Fuoco

    Ai Vigili del Fuoco

    HT-32 e V-4-6

    La stazione di Mario Rosi, trasferita in via La Farina: trasmettitore HT-32, ricevitore HT, un'antenna V-4-6 «e tanto cavo».

  • La maglia principale

    14,140 MHz in SSB

    Per i collegamenti cittadini fra le autorità si scelsero i 14 MHz in banda laterale unica: segnali stabili per onda diretta fino a circa 100 km, e una gamma presente su quasi tutti gli apparati.

  • La radio militare

    BC-1000

    Due soldati del Genio Trasmissioni arrivarono con un BC-1000 per sostituire i radioamatori nei collegamenti con la Prefettura. Dopo vari tentativi i messaggi continuarono a passarli i radioamatori.

  • L'energia

    Generatori e batterie

    Senza rete elettrica tutto funzionava a batteria o con piccoli generatori a benzina, accesi giorno e notte.

15Foto, filmati, documenti

L'archivio

Tocca una foto per ingrandirla.

Video

Porta a Porta — Carlo Luigi Ciapetti4:26Rai 1, novembre 2016.
Uno Mattina — Dante Calviani6:43Rai 1, novembre 2016.
TGR Lombardia — L'importante ruolo dei radioamatori durante l'alluvione di Firenze del 19661:37Rai, novembre 2016. Con l'intervista alla moglie di I1LAG Lanzoni.
Qui Radio Firenze — l'intervento di I5CLC4:48Studio C della RAI di Firenze, 16 dicembre 2017. Ripresa dal pubblico.
TG2 Dossier — L'urlo dell'Arno5:48Rai 2, domenica 25 ottobre 2026. Con Pierluigi Filetti e Dante Calviani.

Le postazioni 25

Il tetto di un'automobile con un'antenna circolare HaloUn gruppo di persone accanto a un'auto con l'antenna HaloLa Fiat Osca 1600 Coupé di Valerio AnglaniGiuliano Pietri alla stazioneUn giovane operatore al banco di lavoro con apparati e strumentiCarlo Luigi Ciapetti, I1CLC, al microfono della sua stazioneLuciano Orsettigh, I1ORS, alla sua stazioneOperatori alla stazione della Misericordia, con un'antenna interna davanti alla finestraUn gruppo di persone attorno a un ricetrasmettitore, con un crocifisso alla pareteDue giovani radioamatori e due ufficiali in piedi accanto agli apparatiDue giovani seduti alla stazione in PrefetturaOperatori al lavoro attorno a una stazione radioFunzionari, un radioamatore seduto e una guardia in uniforme nella sala della QuesturaDue ragazzi alla stazione radio nella sede RAIUn ragazzo seduto davanti al ricetrasmettitore nella sede RAIGiovani radioamatori alla stazione, con adulti in piedi alle loro spalleUn operatore alla stazione sotto una copertura di fortuna, con la città sullo sfondoDue uomini sotto un'antenna direttiva montata accanto a una tendaTre operatori alla stazione sotto una tendaOperatori alla stazione con la targa I1ORS alla pareteRagazzi che montano un'antenna di notte su un tettoDue ragazzi in piedi sul tetto sotto un'antennaCarlo Ciapetti in piedi accanto agli apparati, presso i Vigili del FuocoTre operatori alla stazione dei Vigili del FuocoGiorgio Camprincoli al ricetrasmettitore

Le persone 4

Quattro persone di notte accanto a un'automobileLuciano Orsettigh e Carlo Ciapetti seduti, dietro di loro Roberto Ruisi e Dante CalvianiQuattro uomini, due giovani in piedi e due adulti seduti, in una stanza con libriUn folto gruppo di radioamatori, militari e funzionari attorno a un tavolo con un apparato

Documenti 10

Richiesta manoscritta su carta intestata Questura di Firenze, Squadra Mobile, del 10 novembre 1966, firmata I1CLCPagina del registro di stazione di I1CLC con l'annotazione Catena emergenza del 4 novembre 1966Cartolina QSL di I5CLC con la cupola del DuomoTitoli di giornale d'epoca: Sono stati i radioamatori a far sapere dell'alluvionePagina de La Nazione del 2006 dedicata ai radioamatori dell'alluvioneRitaglio de La Nazione sulla cerimonia per gli Angeli della radioRitaglio de la Repubblica: Radioamatori eroi dimenticati dei soccorsiSchema disegnato a mano della maglia radio di Pistoia con i collegamenti verso le altre stazioniLa stazione radio di Ciapetti esposta al museoTesserino del raduno Gli angeli del fango 2006 intestato a Carlo Luigi Ciapetti

La città 10

Piazza del Duomo coperta di detriti e auto ammassateVeduta dall'alto delle strade allagate verso il DuomoFirenze allagata vista dall'Oltrarno, con Palazzo Vecchio e la cupola del DuomoFolla sul lungarno davanti al fiume in piena, con Palazzo Vecchio sullo sfondoFirenze e l'Arno in piena visti dall'alto, con folla in primo pianoUna via del centro con auto danneggiate e cumuli di detritiSoldati che spalano il fango tra i detritiVeduta dall'alto del campo con tende, mezzi ed elicotteriUna strada del centro coperta di fango e detriti, con persone al lavoroUn'automobile semisommersa in una strada allagata

161966 – 2026

La memoria

Per anni nessuno se ne ricordò. Poi qualcuno sì: e la RAI, in trent'anni, non li ha mai dimenticati.

Nei giorni dell’alluvione i giornali ne scrissero. Poi il loro ruolo finì in secondo piano: i radioamatori non apparvero nelle fotografie che raccontarono il fango, non avevano «l’immagine adatta». E a loro sembrò naturale così.

Ci vollero quarant’anni, e l’ostinazione di Paolo Badii e di Carlo Luigi Ciapetti, perché la loro storia tornasse pubblica. Da allora, a ogni anniversario, è stata soprattutto la RAI a raccontarla: dalla radio alla televisione, fino all’apertura di TG2 Dossier per il sessantesimo.

  1. 1966novembre

    I giornali dei giorni dell'alluvione

    «Sono stati i radioamatori a far sapere dell'alluvione», «Un radioamatore ha tenuto Fucecchio legato al mondo». La stampa se ne accorge; nei mesi seguenti Radio Rivista analizza l'esperienza e apre per la prima volta una rubrica dedicata al CER.

    Titoli di giornale d'epoca: Sono stati i radioamatori a far sapere dell'alluvione
    Novembre 1966: «Sono stati i radioamatori a far sapere dell'alluvione» e «Un radioamatore ha tenuto Fucecchio legato al mondo».
  2. 1967 – 1995

    Il silenzio

    Poi, per quasi trent'anni, quasi più nulla. I radioamatori non compaiono nelle fotografie che raccontano il fango e restano ai margini del racconto dell'alluvione: «messi in secondo piano, quasi dimenticati», scriverà Franco Zecchini.

  3. 199630° anniversario

    Le prime voci

    la Repubblica intervista Franco Zecchini, I1JFG: «Ero un ponte tra Firenze e la salvezza». Gianfranco Giannini, I1PKP, e Zecchini sono ospiti di una trasmissione di Tele 37.

  4. 200640° anniversario

    Paolo Badii e gli «Angeli della radio»

    È l'impegno di Paolo Badii e di Carlo Luigi Ciapetti, I5CLC, a «rendere giustizia» ai radioamatori. La Regione Toscana dedica loro una sessione del convegno sul 40°, una mostra di apparecchi d'epoca e, il 14 novembre, una cerimonia per gli «Angeli della radio». Ne scrivono la Repubblica e La Nazione.

    Ritaglio de la Repubblica: Radioamatori eroi dimenticati dei soccorsi
    la Repubblica Firenze, 3 ottobre 2006: «Radioamatori eroi dimenticati dei soccorsi».
  5. 201229 maggio
    RAI

    La radio per la solidarietà

    Alla Sede RAI Toscana di Firenze, Ciapetti racconta «1966, la radio in una Firenze sommersa dall'acqua».

  6. 201312 gennaio

    La stazione entra in un museo

    Al convegno «La radio nell'emergenza» del Museo dei Mezzi di Comunicazione di Arezzo, dove oggi è esposta la stazione di I1CLC.

  7. 201630 ottobre

    Il racconto di Ciapetti su OK!Mugello

    Per il cinquantesimo, il periodico online OK!Mugello pubblica il racconto di Carlo Luigi Ciapetti, I5CLC, collaboratore della redazione.

  8. 2016novembre, 50° anniversario
    RAI

    Ciapetti a Porta a Porta

    Bruno Vespa invita Carlo Luigi Ciapetti a raccontare su Rai 1 la notte del 4 novembre e la rete di emergenza.

    Porta a Porta — Carlo Luigi Ciapetti4:26Rai 1, novembre 2016.
  9. 2016novembre
    RAI

    Dante Calviani a Uno Mattina

    «I radioamatori: la voce di Firenze». Dante Calviani, IK5ASN, che nel 1966 aveva diciassette anni, racconta quei giorni dal lungarno.

    Uno Mattina — Dante Calviani6:43Rai 1, novembre 2016.
  10. 2016novembre
    RAI

    La moglie di I1LAG, a Milano

    Il TGR Lombardia ricorda la rete nazionale tenuta da Milano e intervista la moglie di I1LAG Lanzoni, il capomaglia che smistava i telegrammi per le zone colpite.

    TGR Lombardia — L'importante ruolo dei radioamatori durante l'alluvione di Firenze del 19661:37Rai, novembre 2016. Con l'intervista alla moglie di I1LAG Lanzoni.
  11. 201625 novembre

    Gli Angeli della Radio

    Serata commemorativa nella chiesa di San Felice a Ema, a cura di IW5EDI Simone Mannini, con le foto e i testi di I5CLC. È il seme di questo sito.

  12. 201716 dicembre
    RAI

    «Qui Radio Firenze»

    Nello Studio C della sede RAI di Firenze, Andrea Borgnino — giornalista di Radio Rai e radioamatore, IW0HK — presenta Qui Radio Firenze, un viaggio nella storia della radio in città. Tra le voci c'è quella di Carlo Luigi Ciapetti, I5CLC, che racconta la notte dell'alluvione.

    Qui Radio Firenze — l'intervento di I5CLC4:48Studio C della RAI di Firenze, 16 dicembre 2017. Ripresa dal pubblico.
  13. 2023novembre

    Una targa per i radioamatori

    Il Consiglio comunale di Firenze approva all'unanimità una mozione per ricordare con una targa i radioamatori «angeli del fango» dell'alluvione.

  14. 2026domenica 25 ottobre
    RAI

    TG2 Dossier apre con loro

    Per il 60° anniversario TG2 Dossier apre la puntata «L'urlo dell'Arno» con i radioamatori, intervistando Pierluigi Filetti, oggi I5FIP, e Dante Calviani. Per il resto, sessant'anni dopo, in pochi se ne sono ricordati.

    TG2 Dossier — L'urlo dell'Arno5:48Rai 2, domenica 25 ottobre 2026. Con Pierluigi Filetti e Dante Calviani.

«Erano puliti, seduti davanti a una radio e parlavano a un microfono. […] Si confusero con gli altri che portavano soccorso.»

— Paolo Badii

17Quello che nacque

L'eredità

Ciapetti lo scrisse così: «Il bilancio delle due reti di emergenza fu assolutamente positivo, considerato anche che nessuno di noi aveva mai avuto alcuna esperienza del genere e che perciò ci eravamo dovuti inventare tutto».

Il servizio di radioamatore è definito internazionalmente proprio così: un servizio. A Firenze, nel novembre 1966, lo fu nel senso più pieno.

«Ricorda sempre che i dilettanti hanno costruito l'Arca e i professionisti il Titanic!»

— Un amico di Ciapetti
  • Corpo Emergenza Radioamatori

    Il CER

    Dall'esperienza di Firenze, insieme a quella del Polesine del 1951, crebbe la struttura di emergenza dell'ARI: una risorsa pronta a intervenire, oggi al fianco della Protezione Civile.

  • Il bollettino della Sezione

    Il «599»

    A fine 1966 Ciapetti fonda il bollettino della Sezione ARI di Firenze. Il nome viene dal rapporto di ricezione «ottimo» in telegrafia.

  • 1973

    Teletoscana

    Dall'amicizia nata il 4 novembre fra I1CLC e I1AVB nasce a Firenze la prima televisione privata via etere d'Italia.

  • 1979

    ARFoPI

    Anche da esperienze come questa nasce l'Associazione Radioamatori Forze di Polizia Italiane, con il motto «Conoscere per progredire».

18E oggi?

Chi sono i radioamatori

Sperimentatori della radio, senza scopo di lucro. Ieri a Firenze, oggi accanto alla Protezione Civile, in contatto con lo spazio e con tutto il mondo.

Il radioamatore — OM, dall’inglese Old Man, nel gergo — è uno sperimentatore del mezzo radio, senza alcuna finalità di lucro. Per trasmettere deve superare un esame e ottenere dal Ministero un’autorizzazione e un nominativo, la sigla che lo identifica in modo univoco in tutto il mondo: I5CLC, ad esempio, dove I sta per Italia, 5 per la Toscana e CLC sono le iniziali di Carlo Luigi Ciapetti.

Può usare solo alcune porzioni dello spettro, le bande: alcune permettono di parlare con l’altra parte del pianeta, altre solo in città. Ma più delle conversazioni conta la tecnica: costruire apparati e antenne, capire come la ionosfera porta lontano i segnali. «Il radioamatore può essere definito a pieno titolo un ricercatore volontario», scriveva Ciapetti.

È per questo che, quando nel 1966 tutto smise di funzionare, a Firenze c’era chi sapeva cosa fare.

Vuoi saperne di più, o diventarlo?

In Italia i radioamatori sono riuniti principalmente nell’ARI — Associazione Radioamatori Italiani, fondata nel 1927, una delle prime al mondo. Le sezioni locali organizzano corsi per preparare l’esame, incontri, attività di emergenza e di divulgazione nelle scuole: sul sito nazionale www.ari.it si trova la sezione più vicina.

Anche chi non ha la licenza può cominciare ad ascoltare: è così che hanno iniziato in tanti, compresi alcuni dei ragazzi di questa storia.

Cartolina QSL di I5CLC con la cupola del Duomo
La cartolina QSL di I5CLC. — Foto: Archivio I5CLC
  • Quando tutto tace

    Emergenza

    Squadre di volontari con mezzi propri creano reti radio dove quelle pubbliche non funzionano più. L'ARI fa parte della struttura della Protezione Civile che coordina i grandi interventi: è successo in Friuli, in Irpinia, in Abruzzo e in molte altre emergenze.

  • Satelliti e ISS

    Lo spazio

    I radioamatori comunicano attraverso satelliti costruiti da loro, fanno rimbalzare i segnali sulla Luna e mettono in collegamento le scuole con gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale.

  • Saper fare

    Autocostruzione

    Ricetrasmettitori, antenne, strumenti: molti apparati si costruiscono da sé. È così che si impara davvero come funziona la radio.

  • Collegamenti e QSL

    Il mondo in una stanza

    In voce, in telegrafia o con i modi digitali, si parla con colleghi di ogni continente. Ogni collegamento si conferma con una cartolina, la QSL.

  • Contest e diplomi

    Le gare

    Competizioni internazionali in cui vince chi fa più collegamenti, nel minor tempo, con le stazioni più lontane: un ottimo allenamento anche per le emergenze.

  • Una comunità

    Le persone

    Il primo radioamatore fu, di fatto, Guglielmo Marconi. Lo sono stati anche Yuri Gagarin, Marlon Brando, Giuseppe Zamberletti — il fondatore della Protezione Civile — e molti, moltissimi altri.

19Fine trasmissione

73 ES 51 DE I5CLC SK

«Quello non detto è sicuramente scritto nell'etere.» — I1BAY Attilio Sacco

Questo sito è dedicato a tutti i radioamatori, e a chi li aiutò, che nel novembre 1966 tennero Firenze collegata al mondo. E in particolare a chi non è più fra noi.

Hai foto, documenti o ricordi di quei giorni? Scrivici: questo archivio è aperto e può crescere.