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I radioamatori fiorentini e il servizio di emergenza
Piero Moroni
Operatore della rete; scrive l'analisi tecnica dell'intervento — Firenze, RAI
Mi sembra inutile fare della cronaca, tanto quei giorni, o mesi o attimi che fossero, sono rimasti sicuramente impressi nella memoria di ciascuno di noi; vorrei semplicemente puntualizzare dei fattori tecnici che hanno reso, ad onor del vero, possibile l’espletamento di un servizio in maniera rapida ed efficiente.
La maglia principale ha funzionato ininterrottamente sulla frequenza di 14,140 MHz dalle prime ore della mattina del 4 novembre fino alla sera dell’11, quando cessò ogni sua attività. Le ragioni che fecero preferire la frequenza di 14 MHz per il servizio locale furono essenzialmente: la presenza di una grande quantità di radioamatori e la utilizzabilità della medesima per collegamenti sia a breve che a lunga distanza anche in periodi di scarsa attività solare come quello attuale. Per questa ragione infatti quasi tutti i trasmettitori ed i ricevitori commerciali sono provvisti di tale gamma.
Si deve aggiungere che nei mesi invernali si ricevono segnali da lunghe distanze solamente nelle ore diurne, con tutto vantaggio per lo svolgimento sicuro e continuo di una catena di emergenza.
Trattandosi di una rete locale (anche se con stazioni di liaison con la rete nazionale), i collegamenti tra le varie stazioni della rete sono avvenuti per onda diretta, onda di terra e onda troposferica: modi di propagazione che non risentono né della stagione né dei periodi di attività solare, con segnali di intensità costante ed immuni da evanescenze (fading). Le distanze che possono essere coperte in questo modo si aggirano sui 100 km di raggio.
Il sistema di emissione usato in questi collegamenti (SSB, o banda laterale unica) dà inoltre il vantaggio di una stabilità di frequenza notevole nei confronti del sistema a modulazione d’ampiezza, oltre ad una potenza specifica quattro volte maggiore. L’adozione del dispositivo di comando a voce della commutazione ricezione-trasmissione permette inoltre una celerità di esercizio notevole.
La maglia sui 14 MHz servì soprattutto ai collegamenti locali fra le autorità e pertanto si rese necessaria anche una seconda maglia operante sui 144 MHz per il relais con le altre zone della Toscana e con il resto d’Italia; questa maglia ha compreso, oltre alla stazione capomaglia, una stazione mobile, alcune stazioni presso Enti Pubblici e altre stazioni dislocate presso località particolarmente colpite.
La stazione mobile
La stazione mobile è stata un elemento di vitale importanza nello svolgimento del servizio, avendo reso possibile il collegamento con zone sprovviste di energia elettrica e nel minor tempo possibile. Le comunicazioni con questa stazione sono state possibili anche in zone d’ombra quali le parti della città più basse e racchiuse, lontane dalla capomaglia; ciò malgrado la bassissima potenza (0,2 W) del trasmettitore, ma grazie anche all’alta efficienza dell’antenna usata.
Infatti, mentre normalmente sui mezzi mobili vengono installate antenne verticali a stilo, in questo caso si decise di adottare una antenna Halo, consistente in un dipolo orizzontale piegato a forma di cerchio in modo da avere un minor ingombro ed un lobo di irradiazione circolare che, a differenza delle antenne verticali a stilo, non risente alcun inconveniente al variare del tipo di veicolo e delle sue dimensioni.