I1BAY
Firenze, novembre 1966: frammenti di un'alluvione
Attilio Sacco
Capomaglia della maglia regionale; poi con la colonna mobile in Trentino — Sanremo, CER Imperia
Può sembrare strano poter parlare di fatti e avvenimenti così lontani nel tempo avendo ancor oggi chiaro il susseguirsi degli avvenimenti, forse perché la drammaticità dei fatti ha contribuito a scolpire e rendere indelebile nella memoria ogni gesto, ogni momento… Ricordo… a Sanremo non pioveva, ma vi erano notizie di piogge forti sulla Toscana e nel Trentino. Nella mattina del 4 Novembre, giorno di festa, ascoltavo in 80 metri le piccole “fettine” di frequenze, concesse a noi radioamatori italiani, per traffico in fonia, e tutto sembrava normale, vi erano poche stazioni e di stazioni italiane, solo I1LAO di Scandicci (allora eravamo tutti I1…) che si lamentava di avere il telefono interrotto e di non ascoltare nessuno sulle altre bande. Ci salutammo e lui si mise all’ascolto anche in 144 MHz. Alle dieci e mezza I1LAO in 144 MHz ascolta un appello angoscioso di I1CLC di Firenze che riesce a dare notizie dell’alluvione in città, l’Arno è straripato, Firenze è sott’acqua e chiede aiuti.
Appare evidente, da subito, che è impossibile il traffico in HF per la mancanza della rete elettrica a Firenze, nel frattempo si attiva in HF una rete condotta da I1ROL in Pisa che oltre a cercare di ristabilire i contatti nella provincia, anche questa colpita dall’alluvione, riesce ad avere un collegamento di appoggio per Firenze in VHF (i portatili, in batteria, l’unica risorsa per Firenze).
L’allarme si diffonde e non solo in Italia, mezza Europa ascolta, in silenzio, per Firenze. Le scarse notizie tengono tutti gli operatori con il fiato sospeso. Le operazioni di emergenza e soccorso sono così iniziate parte in HF e parte in 2 metri e corrono veloci con un susseguirsi di notizie tragiche sulla vastità dell’area colpita e dei danni. Per le necessità fuori dell’area si sono messi disposizione I1LAG a Milano e I1KFB a Genova, verso le undici anche in CER Imperia con I1BAY entra in “maglia” come ulteriore disponibilità e alternanza. Alle ore 16 di quel venerdì a I1LAG Capomaglia, viene richiesto l’inoltro di telegrammi per le zone colpite vista l’impossibilità di collegamenti telefonici o telegrafici. Su 3660 KHz vi sono molte stazioni in ascolto per Firenze, I1LAG organizza con I1CWX e I1SCK una seconda maglia, questa volta a livello nazionale per il traffico dei bisogni, dei dispersi e postale, in poco tempo questa seconda maglia CER smista una mole di traffico incredibile e l’organizzazione del traffico è un modello di efficienza, malgrado sia la prima volta che i radioamatori italiani sono coinvolti in operazioni di così grande portata e responsabilità. Le maglie CER a quell’ora sono due, una regionale con l’avvento di I1TEO da Lucca, I1PKP da Pistoia, I1SPO e I1BAZ da Prato e I1WN da Perugia, guidata da I1KFB e I1BAY e una nazionale tenuta da I1LAG. Come capomaglia ricordo fra le molteplici richieste, da Firenze, città d’arte allagata, una urgenza per la vita… avere gruppi elettrogeni per l’ospedale, per i bambini nelle incubatrici! E li abbiamo trovati, a Bologna! Andando verso la notte inoltrata con il traffico sempre sostenuto e prevedendo che la situazione di emergenza sarebbe destinata a protrarsi per ore, forse per giorni, in tutte le due maglie vengono previsti turni di servizio. A me toccò il mattino presto, e ricordo ancora perfettamente la riluttanza nello spegnere il ricevitore… e così per giorni, proseguendo ininterrottamente fino a lunedì 7 Novembre alle ore 14.05, quando da Bologna, dalle autorità, viene richiesto sulla maglia nazionale a I1LAG, stazioni mobili, da concentrarsi il giorno dopo alle 12 all’Arena di Verona, per far fronte alla altrettanto terribile alluvione nel Bellunese e nel Trentino, a Fiera di Primiero . In Italia non abbiamo mai avuto il permesso per le stazioni mobili… un terribile silenzio cala sulla maglia e dura 12 minuti… Poi, da Sanremo, verificata la disponibilità interna, in quei 12 minuti, di uomini e mezzi, si rompe il silenzio e giusto alle 22, partono I1BAY, I1COB e I1WBH e figlio, uno dei primi esempi di mobile in Italia. Si tornerà a Sanremo la notte tarda di martedì 15 avendo percorso 1860 km. senza contare i km. fatti a piedi con apparecchiature sulle spalle. Ma questo è un altro capitolo legato a Firenze solo dallo stesso dramma, nello stesso tempo, l’acqua, i fiumi, ma fortunatamente anche dallo stesso slancio e capacità nel soccorrere, dimostrato dai radioamatori italiani. Il Corpo Emergenza Radioamatori ha cessato ogni attività, in questa emergenza, il 26 Novembre 1966. Quello non detto è sicuramente scritto nell’etere, ho scritto queste due righe per l’insistenza degli amici fiorentini, quasi a voler ricordare chi non è più fra di noi… E, sono i più… Attilio, I1BAY